sabato, dicembre 12, 2009

AUGURI DAL CONSIGLIERE PROVINCIALE



A sei mesi dall'elezione in consiglio provinciale il consigliere Rosario Mancino ha incontrato in via Italia a Monza i cittadini per donare loro un presepe, segno dell'attenzione per le nostre tradizioni, e per far conoscere loro quanto fatto in consiglio provinciale. "In questi sei mesi - ha detto Mancino - abbiamo lavorato molto e l'imminente approvazione del primo bilancio provinciale lo renderà presto evidente. Per rendere conto ai cittadini di quanto fatto in questi mesi come mebro del nuovo ente provinciale ho incontrato, insieme ad alcuni amici, i cittadini per raccontare loro quanto fatto". Il lavoro svolto è stato messo nero su bianco all'interno di un manifesto che sarà in distribuzione per le feste di natale.



Tra le attività svolte in consiglio:

· Ordine del Giorno affinché la Provincia assuma iniziative nei confronti delle banche e del sistema del credito locale per facilitare l’accesso al credito in particolare delle piccole imprese.

· Ordine del Giorno a difesa del Crocefisso nelle scuole e comunicazione al Consiglio che contro la sentenza della Corte Europea il 03 novembre 2009 il gruppo consiliare PDL ha previsto la presenza di un crocifisso anche presso la sala del gruppo PDL della provincia di Monza e Brianza.

· Ordine del giorno con il quale si propone quale candidato al Premio per la Pace 2009 della Regione Lombardia il Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi per l’attività svolta in prima persona per il rispetto dei diritti dell’uomo e degli ideali democratici a favore della convivenza pacifica tra i popoli.

· Partecipazione alla conferenza del primo Osservatorio del Mercato del Lavoro di Monza e Brianza: in base alla cifre fornite dall’Osservatorio l’industria è stato il settore maggiormente colpito dalla crisi, facendo registrare un – 35,4% di avviamenti nel primo semestre pari a 4000 avviamenti in meno. Gli altri comparti, pur in calo rispetto al 2008, si sono attestati su percentuali meno traumatiche: commercio e servizi, edilizia e costruzione.

· Celebrazione in Provincia il Giorno della Libertà: anniversario del ventennale della Caduta del Muro di Berlino, giorno simbolo per tutti i cittadini europei che sognano un'Europa unita, libera e sicura.


Tra le attività fatte in piazza:

-Donazione in Piazza ai cittadini di piccoli Presepi rappresentanti la Natività per santificare il Natale. “In questo anno particolarmente sofferto per le precarie condizioni del lavoro in tutta Europa - spiega Mancino - abbiamo voluto donare ai cittadini un piccolo presepe per ricordare il senso più vero del Natale e l’importanza della famiglia, primo fondamento della società”.

-Volantinaggio davanti ai cinema di Monza e della Brianza con l'obiettivo sensibilizzare i giovani che scelgono di vedere il film "Prima Linea" per invitarli a pensare al dolore provocato dai terroristi rossi alle famiglie delle vittime che hanno ucciso. “Noi vogliamo giovani, parafrasando il titolo stesso del film, sempre in Prima Linea... contro il terrorismo".

-Celebrazione in via Italia del Giorno della Libertà, il 9 novembre 2009, ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. Anche quest'anno abbiamo realizzato un simbolico Muro di cartone per ricordare il Muro della vergogna abbattuto dai cittadini di Berlino il 9 novembre 1989 e per ricordare a tutti i Muri che ancora oggi l'Europa deve abbattere per assicurare la libertà e la sicurezza ai suoi cittadini.


Tra le attività in itinere e di prossima attuazione:

- Tavolo di lavoro per una metropolitana sostenibile:

- Prolungamento MM2 Agrate-Concorezzo-Vimercate

- Verifica tracciato Pedemontana alla luce delle osservazioni del C.i.p.e. sul territorio di Vedano

- Tavolo sulla crisi del settore Hi-tech e occupazione in Brianza

- Approvazione statuto per la nascita della Fondazione

- Polo Universitario di Eccellenza di Monza e Brianza

sabato, dicembre 05, 2009

Ma la libertà, da sola, non basta

Non sono nato nell'89, ma appena edito sono corso ad acquistare la nuova fatica letteraria del Presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Un libro-lettera rivolto ai nati dell'anno della caduta del Muro di Berlino, ma, come scrive ai giovani lo stesso autore, con la "speranza che la leggano i vostri genitori, insieme con i vostri fratelli e, naturalmente, i vostri nonni".
Un libro che parte dalla necessaria presa di coscenza da parte dei giovani contemporanei della eccezionalità della loro generazione, definita dal Presidente "generazione F", cioè "Generazione Futuro", e che sviluppa per questa eccezionale generazione un percorso che superi il '900 e le sue ideologie , tra le quali è inserito l'individualismo, per fondare il domani tramite quattro pilastri fondanti: un patto generazionale, un patto di cittadinanza, una politica laica ed una speranza chiamata Europa.
Il patto generazionale, auspicato tra e per i giovani, vuole superare il familismo statico e la "cultura del piagnisteo" che non consente a tanti ragazzi di spiccare il volo, mettersi alla prova, saggiare le proprie reali capacità; in una parola realizzare la propria libertà.
Il patto di cittadinanza vuole superare la paura del diverso e ritrovare nella carta costituzionale il "patto di convivenza" tra chi sceglie di essere liberamente "cittadino italiano".
La politica laica è invece lo strumento individuato per consentire il dialogo tra persone con storie, culture ed identità differenti ma anche per coltivare un pensiero critico, e dunque libero, nel mondo contemporaneo.
L'Europa è invece definita la nuova Patria per il demos Europeo, i cui "protagonisti attivi" dovranno essere i nostri giovani.
Una lettera dunque piena di spunti interessanti, che responsabilizza i giovani che avranno il coraggio di agire come membri della Generazione F e che porta chi oggi fa politica a volare alto sui temi della sicurezza, della cittadinanza e delle istituzioni.
Una lettera che sancisce il primato della Libertà in senso positivo: non una Libertà da (cioè una libertà intesa come liberazione dall'oppressione), ma una Libertà di (cioè libertà intesa come opportunità) compiere azioni e realizzarsi.
Ma una Libertà siffatta, pur nella sua pienezza, non basta per definire una Generazione Futuro.
E' necessario infatti che, tramite la politica e le istituzioni, la Generazione Futuro si misuri e definisca i suoi miti sulla base di un nuovo concetto di libertà: una Libertà per, cioè una libertà intesa come strumento e metodo per realizzare la Civiltà di domani.
In questo senso la conquista ieri e l'affermazione oggi (con il libro di Fini) della Libertà sono solo le basi per affermare la Libertà come il metodo con il quale misurare le scelte fatte dalla Politica e dalle istituzioni.
Compito della Politica sarà quindi quello di sottoporre i propri programmi al vaglio della Libertà.
La sfida per un partito che vuole essere popolare, nazionale ed europeo sarà invece quella di fornire motivi ed esempi affichè la Generazione Futuro scelga di sostenere la libertà per la famiglia, la libertà per la vita, la libertà per la fede e la libertà per il popolo.
Libertà per la famiglia perchè tra il familismo e l'individualismo si deve ritrovare il senso di appartenenza ad un progetto che va oltre il singolo e oltr eil beneficio del singolo gruppo.
Libertà per la vita perchè il rispetto della vita è insita nella stessa definizione di Generazione Futuro, sia in quanto "generazione" sia nella prospettiva di avere un "futuro".
Libertà per la fede perchè se la laicità consente di incontrare la mente degli uomini solo la convinta libertà per la fede permetterà di parlare al cuore delle persone.
Libertà per il popolo, perchè al di là del rispetto di qualsiasi Charta è il sentirsi e voler essere parte del Popolo che fa il cittadino. Sia quello che ha l'Italia per Patria, terra dei padri, sia quello che ha scelto (chiedendo la cittadinanza) l'Italia per Matria, terra che gli ha fatto da madre, proteggendo e crescendo lui ed i suoi figli.
Forza Generazione Futuro... ora tocca a voi!

lunedì, novembre 30, 2009

domenica, novembre 01, 2009

Una Politica TRANSitoria

Nel mondo il Presidente degli Stati Uniti vince il premio Nobel per la pace per il semplice fatto di esistere, la ripresa economica mondiale dà i suoi primi segni di vita, in Italia viviamo un’esperienza di governo che con la forza dei numeri potrebbe finalmente modernizzare il paese dalle fondamenta, cioè dalla sua Costituzione, ed io sto per scrivere della vicenda Marrazzo. Non vi sembra assurdo?

Un po’ lo sembra anche a me, ma penso sia necessaria una riflessione che parta dal gossip, che tocca la maggior parte degli italiani in modo più coinvolgente di quanto faccia la politica, per aprire una riflessione sulle modalità di selezione della nostra classe politica e sulle corresponsabilità di quanti in quindici anni di demonizzazione della politica come professione ci hanno condannato a vivere una situazione politica spaventosamente TRANSitoria.

Partiamo dal caso Marrazzo quindi per raccontare di un membro dello star system romano che, anche divenuto politico, ha mantenuto i suoi vizietti privati, diventati d’un tratto del tutto pubblici. Al di là delle, seppur importanti, valutazioni etiche dei suoi vizietti, la domanda che pongo è: chi ha scelto di candidarlo ha indagato sulla sua condotta privata? “La scelta di un candidato è dettata dalle sue competenze e non dalle scelte sessuali”, sarà la risposta… Una tale risposta però significa non considerare politicamente rilevante la condotta privata di un uomo pubblico.

E questo perché, sia a destra sia a sinistra, si tende a considerare la politica alla stregua di qualsiasi altro lavoro, da svolgere negli orari d’ufficio… “e quando non sono al lavoro faccio quello che voglio”.

Da qui ne segue che la rappresentanza politica, a partire dal Parlamento, non è più considerata rappresentazione di idee e valori a confronto, ma accozzaglia di soggetti rappresentativi della società “reale”, nella quale, lo sappiamo tutti, insieme alla gente di buona volontà si possono trovare i ladri, i mafiosi, i sostenitori del gay pride, i trans e pure i loro clienti.

Pertanto a chi si accontenta di una politica fatta da una accozzaglia di soggetti rappresentativi dico di avere almeno la decenza di non attaccare il povero Marrazzo, perché è un genuino prodotto del loro modo di intendere la politica.

A chi invece lavora per una Politica che sia rappresentazione di idee e valori a confronto volte a migliorare la società in cui viviamo, partendo dal dare l’esempio, chiedo di levarsi con la stessa forza con cui condanna il dimissionario Marrazzo, anche contro chi, dentro i partiti e sui giornali, lavora per indebolire la rappresentanza politica, i momenti di confronto e la dignità di chi quotidianamente, invece di dedicare tutto il proprio tempo ad arricchirsi, sceglie di dare il proprio contributo alla gestione della cosa pubblica. Perché se questa condanna mancherà o non sarà sufficientemente forte non riusciremo ad uscire da questa fase TRANSitoria della Politica.

giovedì, ottobre 29, 2009

9 novembre 2009 in Provincia di Monza

L'Associazione Arcadia mercoledì 28 ottobre presso la sede della provincia di Monza e Brianza dona al Presidente Dario Allevi il video commemorativo per il ventennale della caduta del muro di Berlino "9 novembre 1989-2009 vent'anni di libertà".

"Siamo lieti della sensibilità del presidente Dario Allevi alla commemorazione del Giorno della Libertà - dichiara Rosario Mancino, consigliere provinciale e presidente dei giovani del PDL di Monza e Brianza - Il presidente si è sempre dimostrato attento alla celebrazione di un giorno simbolo per tutti i cittadini europei che sognano un'Europa unita, libera e sicura. Bene ha fatto l'associazione Arcadia a tributargli il loro nuovo Video commemorativo dei 20 anni della caduta del Muro di berlino".

"Il presidente Dario Allevi nella sua esperienza amministrativa si è sempre dimostrato attento al ricordo del Giorno della Libertà - ha dichiarato il Presidente dell'Arcadia, Luca Riva - Per questo in una data tanto importante abbiamo voluto donargli il video commemorativo che abbiamo realizzato".

sabato, ottobre 24, 2009

Date a Cesare quel che è di Cesare - Scuola diocesana di formazione socio-politica


Anche quest'anno l'Azione Cattolica Giovani sostiene e promuove la scuola diocesana di politica, che vede impegnati in prima persona nell'organizzazione della stessa molti soci dell'associazione che stanno dando un contributo decisivo per lo svolgimento della stessa. Per informazioni e iscrizioni:
www.scuolaformazionepolitica.org oppure giovani@azionecattolicamilano.it
Fare formazione socio-politica per giovani non significa semplicemente fornire nozioni teoriche ma soprattutto favorire la costituzione di personalità dotate di competenze, di criteri di giudizio, di orientamenti...
che le mettano in grado di affrontare con sufficiente maturità le principali questioni etico-sociali odierne e di relazionarsi consapevolmente con quanti, sotto diversi profili, si occupano dei problemi della società civile del mondo di oggi.

Il progetto

La Scuola di formazione sociale e politica per giovani si prefigge pertanto l’intento di intervenire con incisività nella sensibilizzazione e formazione di giovani appartenenti all’Arcidiocesi di Milano, favorendo la costituzione di future classi dirigenti sempre più consapevoli e sensibili alle tematiche sociali e politiche. Il tutto allo scopo di lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.

Le Novità di quest’anno

Quest’anno abbiamo deciso di potenziare l’offerta del corso base di Milano aprendoci al territorio della diocesi con la creazione dei corsi nelle varie realtà locali in particolar modo a Monza,Varese, Lecco e Rho.
Istituendo un corso avanzato (master) per accompagnare nel cammino formativo i partecipanti della passata edizione del corso.
Potenziando i seminari e laboratori interattivi in piccoli gruppi dove scambiare opinioni e dibattiti.
Creando opportunità di impegno concreto nelle realtà promotrici dell’iniziativa (Azione Cattolica, Caritas Ambrosiana, Pastorale Giovanile, AGESCI, Acli ed altre realtà).
Prevedendo una visita ad alcuni luoghi istituzionali: l’anno scorso ci siamo recati a Roma presso la Camera ed il Senato, quest’anno non diciamo dove ma ma ci piace pensare più in una dimensione europea.

mercoledì, ottobre 07, 2009

Contro la sovranità popolare

Quanto successo oggi spiega un sacco di cose.
In media i governi italiani, prima della comparsa sulla scena politica di Silvio Berlusconi, duravano meno di un anno. Per forza!
Se nemmeno un uomo carismatico, con un vastissimo consenso popolare e con immense risorse personali può tener testa ai poteri forti, che vogliono tenere al proprio giogo l'Italia e gli italiani, che cosa potevano fare semplici politici di professione sostenuti da risicate maggioranze parlamentari?
Questi poteri, che hanno trovato il proprio habitat naturale nelle burocrazie nazionali e internazionali e negli impuniti e intoccabili settori della pubblica amministrazione, continuano a voler scegliere chi deve governare gli italiani, incuranti della volontà popolare.
Silvio Berlusconi ha avuto il coraggio di sfidarli e loro gliel'hanno giurata.
Questo è il momento di stringersi intorno a lui, non solo e non tanto per l'evidente accanimento di una sentenza politica, ma soprattutto per garantire la nostra libertà, oggi, e quella dei nostri figli domani, di poter scegliere da chi essere governati.
Troppo facile inventare accuse e ordire trame per lanciare uno scandalo che porti alle dimissioni di questo o quel premier quando le sue riforme non piacciono.
Tanto poi la giustizia è lenta e la verità si saprà, forse, solo dopo 5 o 10 anni. Intanto però l'avversario politico è delegittimato e costretto a fare un passo indietro.
No, ora tocca a noi fare un passo avanti per riaffermare il diritto di scegliere chi ci deve governare, per riaffermare la libertà del nostro popolo: ora tocca a noi andare in piazza per chiedere al governo e a Silvio Berlusconi di realizzare subito il programma elettorale scelto dai cittadini italiani, partendo dalla riforma della giustizia.
Forza Popolo della Libertà è tempo di tornare a Roma!